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La deliberazione di Grosseto ed il Frenocomio di S. Girolamo


Data di pubblicazione:

25 Giugno 1916

Titolo:

La deliberazione di Grosseto ed il Frenocomio di S. Girolamo

Autore:

X.

Testata giornalistica:

Il Corazziere

TAG:

La deliberazione 19 Giugno u.s. del Consiglio Provinciale di Grosseto non può che tornare cara per molteplici ragioni, a quanti amano la grandezza e la estimazione dei nostri Istituti, a quanti tengono al decoro della città

Alla fiducia addimostrataci nel 1902 dalla Provincia di Porto Maurizio, che vita e vigore trasfuse all’asilo dementi eretto, in quell’occasione, in Ente morale con la precisa designazione – rispondente allo scopo – di Frenocomio di S. Girolamo, faceva seguito nel 1913 il deliberato del Consiglio Provinciale di Pisa, di ospitare nel nostro Istituto gli alienati tutti facenti carico a quell’Amministrazione.

Sotto l’onda di ossigeno vivificante il Manicomio ha cosi potuto espandere i suoi polmoni, ed ormai divenuto vitale, ha potuto trasformarsi, crescere rapidamente ingigantire favorito da Amministrazioni oculate e sapienti, da sanitari volenterosi ed audaci che diedero ad esso le loro migliori e giovani energie, nutrendolo della loro linfa più eletta.

Nel 1915 non essendo ancora ultimato l’assestamento, le sorti dell’Amministrazione furono affidate all’On. Dello Sbarba, uomo pieno d’ingegno, di volontà, di ardimento, mentalità agile che potè vibrare all’unisono col Direttore Sanitario, con lui completarsi ed elaborarsi in piano visto, encomiabile sotto ogni punto di vista, – con l’approvazione di tutti i valorosi membri dell’Amministrazione – per accrescere ancora l’importanza ed il lustro del Manicomio.

Cosi si maturarono una confederazione delle Provincie Toscane che non avevano Manicomio, il completamento rapido dell’opera, un impulso grande al lavoro agricolo ed industriale, la creazione di un Manicomio per criminali, lo sviluppo di un concetto utile e simpatico di tecnica manicomiale pensando all’avvenire del numeroso personale, che non conosce sacrifici, dando ad esso, una casa, una famiglia ed instaurando infine un piano economico che permettesse, in epoca non lontana, una assoluta autonomia dell’Istituto.

Ed il piano segue il suo regolare sviluppo con una rapidità insperata che è frutto della operosità concorde di tutti.

Infatti nel 1915 la Provincia di Livorno deliberava d’inviare tutti i suoi alienati a Volterra, e dopo pochi mesi nel 1916 altrettanto faceva Grosseto con unanime voto.

E la fiducia delle Provincie che maturarono la decisione solo dopo visite dell’Istituto studi e giudizi di tecnici competenti, è stata tale che all’Amministrazione del Frenocomio furono garantiti dei prestiti rilevanti perché fosse risoluto presto e bene il problema edilizio, per permettere la realizzazione del piano in ogni sua parte.

E ciò già si avvera.

Basta affacciarsi a Porta a Selci, per convincersi; è un pullulare di nuovi e maestosi padiglioni per malati e per industrie.

Qua officine per calzolai, fabbri, falegnami, officine elettriche per la produzioni del ghiaccio; là eleganti costruzioni ad uso di mulino, forno, pastificio; più in giù un impianto modernissimo di cucine a vapore, altrove un superbo ampliamento della capace lavanderia con la installazione di un mangano a vapore che asciuga e stira in un’ora 800 lenzuola!

Ed allo sviluppo industriale segue altrettanto quello agricolo perché l’Amministrazione si è arricchita in questi giorni di ottimi terreni circostanti che la mettono in grado di aumentare le sue fiorenti colonie agricole.

Questo caposaldo di tecnica finirà per essere una vera risorsa per l’Istituto, e tale che permetterà la retta giornaliera non sia aumentata, restando inferiore a quella dei Manicomi d’Italia, con grande vantaggio delle Provincie il cui bilancio è purtroppo fortemente falcidiato dalle spese alienati.

Cosi facendo l’Amministrazione risponde in maniera lusinghiera alla disposizione della legge sugli alienati e manicomi che fa obbligo di avere delle Colonie agricole dove occupare i pazzi.

È in queste colonie dove essi, per la grande maggioranza contadini, trovano le migliori condizioni di esistenza, di collocamento e senza disorientarsi arrivano più presto e facilmente a guarigione.

Al 31 Dicembre di quest’anno tutti i malati di mente della Provincia di Grosseto, che si trovano a Siena, saranno trasferiti a Volterra nei nuovi padiglioni già prossimi alla fine.

E non si deve tacere che tutto questo sviluppo Manicomiale non impedisce di guardare anche al completamento ed all’avvenire degli altri Istituti minori dipendenti dalla Congregazione, e che sono cosi giustamente cari alla nostra città; I’Ospizio pei poveri, e l’Orfanotrofio Ricciarelli.

Il bilancio normale degli stessi, non è purtroppo più sufficiente alla loro vita, né fu possibile, per deficienza di mezzi, fare ampliamenti e modificazione dal lato igienico e sanitario.

Il Manicomio fin qui ha provvisto a chiudere le falle del bilancio di questi Istituti; ma adesso però, data la sua maggiore fortuna l’Amministrazione si propone senz’altro di fare dell’Ospizio e dell’Orfanotrofio due Istituti modello.

All’uopo ha acquistato il Palazzo Vigilanti per collocarvi degnamente, a completo restauro, i poveri orfani.

Cosi questo locale splendidamente ubicato, adatto allo scopo potrà dare asilo ad un numero assai maggiore di bambini per il che l’On. Dello Sbarba si è attivamente occupato avendogli in Ministero promesso di concedere gli orfani cui per legge deve provvedere lo Stato.

È inutile spiegare come questa combinazione oltreché dare maggiore sviluppo ed importanza all’Istituto, consentirà alla Congregazione una più larga ospitalizzazione degli orfani del Comune di Volterra.

Lo stesso fatto avverrà per l’Ospizio dei poveri per modo che cesserà una bella volta, doloroso spettacolo di vecchi infelici, costretti ad attendere, per essere ricoverati, la morte di qualcuno degli accolti.

I locali di S. Chiara che attualmente ospitano i prigionieri di guerra, saranno raddoppiati, forniti di acqua potabile, messi in condizioni della massima modernità igienico sanitaria.

I lavori sono già incominciati, e così, in epoca lontana, questa aspirazione di Volterra sarà soddisfatta!

Abbiamo voluto a grandi linee dare un resoconto delle condizioni dei nostri Istituti, dei progetti dell’Amministrazione prendendo la mossa dalla fausta notizia del deliberato della Provincia di Grosseto, allo scopo, non di esaltare l’opera della Congregazione di Carità ma per illuminare il paese al quale la non esatta conoscenza delle cose può far apparire i propositi di questa Amministrazione come puramente speculativi quasi si trattasse, invece che di un’opera pia – la quale non può avere altra finalità che il pubblico interesse e il massimo sviluppo della pubblica beneficenza – di un’azienda commerciale privata.

X.

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