Ritrova la moglie in manicomio dopo averne pianta la morte — Manicomio di Volterra

Ritrova la moglie in manicomio dopo averne pianta la morte per sei anni

Ritrova la moglie in manicomio

Ritrova la moglie in manicomio

Genova, 27 notte.

Il 12 maggio 1925, nel piccolo paese di Varese Ligure, certa Angela Moresco, di 45 anni, moglie al procaccia del paese, Nicola Gottelli, perdeva improvvisamente la ragione. Parecchi giorni trascorrevano nella vana speranza che la donna ritornasse nella pienezza delle sue facoltà mentali, poi si decideva, consenzienti il Gottelli e il di lui figlio, di far ricoverare l’Angela in un pio luogo. Data la forma di pazzia da cui era stata presa la poveretta, per consiglio anche di medici, si sceglieva il manicomio di Volterra. Provvedevano gli stessi famigliari al trasporto della sventurata donna.

Ma era scritto che ad un’altra dura prova dovesse essere sottoposto il destino di Varese Ligure. A distanza di soli tre mesi, egli veniva raggiunto dalla triste nuova che la moglie sua era stata colpita da una nuova grave malattia ed era deceduta. Il telegramma ricevuto dal Gottelli aggiungeva che, qualora i famigliari avessero voluto riveder la morta, prima dell’interramento, avrebbero dovuto partire immediatamente per Volterra, dato che il giorno appresso si sarebbero svolti i funerali dell’infelice.

Il telegramma in parola, però, chissà per quali ragioni, arrivava a Varese due giorni dopo la spedizione, sicché lo sventurato Gottelli ed il suo figlio non potevano più partire in tempo.

Il Gottelli non avendo potuto partecipare ai funerali di Volterra faceva celebrare nella Chiesa di Varese una messa in suffragio dell’anima della consorte.

Per cinque anni da allora, ogni anno, nel giorno anniversario della morte dell’Angela, a Varese Ligure, la Chiesa veniva parata a lutto, in suffragio dell’anima dell’estinta.

Anche quest’anno il Gottelli si disponeva a far celebrare la messa quando un fatto strano veniva ad interrompere il suo proposito. Una notizia, infatti, si spargeva in un baleno provocando viva impressione nel quieto paesello. Qualche giorno addietro arrivava infatti al Gottelli una lettera del direttore del Manicomio di Volterra nella quale lo si pregava di raggiungere quella città allo scopo di subire un confronto con una donna ivi ricoverata.

La donna sosteneva di essere l’Angela Moresco, presunta morta nell’agosto del 1925, e quindi moglie al Gottelli.

Naturalmente, tanto il Gottelli quanto il figlio si portavano a Volterra ed al Manicomio si verificava il miracolo, Angela Moresco era viva, più viva di prima poiché essa, aveva anche sensibilmente migliorate le sue facoltà mentali, tanto da far sperare una completa guarigione.

Che cosa era accaduto?

La morta del 1925 non era Angela Moresco. Non è stato difficile stabilirlo. Posto che l’Angela Moresco non era morta, e posto che una donna già ricoverata nel Manicomio di Volterra era morta nell’agosto del 1925, si è accertato che la Moresco, quando era stata ricoverata al Manicomio, aveva avuto, come tutte le altre ricoverate, una casacca con su scritto il suo nome.

Evidentemente, a causa anche del personale nuovo che non conosceva perfettamente le infelici ricoverate, e per uno scambio delle casacche si era venuta a confondere la personalità delle due ricoverate.

L’altra si chiamava Maria Pipitone, e appunto nell’agosto del 1925 aveva cessato di vivere.

Il fatto è veramente singolare ed ha il suo strascico negli uffici di Stato civile, poiché si comprende come sia ora necessario far “risorgere” la Moresco. Ad ogni modo il Gottelli è tornato a Varese pieno di speranza.

LA STAMPA – Venerdì 21 agosto 1931


Articoli correlati

Sito creato e sviluppato a fini divulgativi, senza alcun scopo di lucro.
Se dovessi riscontrare inesattezze o violazioni di copyright, ti preghiamo di segnalarlo via mail: info@manicomiodivolterra.it