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Sabato

11

Giugno

C.I. Corrispondenze Immaginarie

Il progetto d’arte pubblica partecipata di Mariangela Capossela, sulle lettere scritte dai pazienti dell’ex manicomio di Volterra e mai recapitate


  1. 11 Giugno 2022 — | —
  2. 14:30 — | —
  3. Cortile Charcot, Volterra
  1. 11 Giugno 2022
  2. 14:30
  3. Cortile Charcot, Volterra
  • Scrittoio Pubblico
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  • A.Titolo in collaborazione con Inclusione Graffio e Parola

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Corrispondenze immaginarie è un progetto d’arte pubblica partecipata ideato appositamente per Volterra XXII, Prima Città Toscana della Cultura 2022, da Mariangela Capossela, artista residente a Lione, autrice di progetti di natura performativa e relazionale.

L’artista ha scelto di “liberare” alcune delle migliaia di lettere mai spedite, scritte dai pazienti provenienti da tutt’Italia, internati nell’ex Ospedale Psichiatrico di Volterra: il manicomio più grande d’Italia, attivo dal 1887 al 1978 e chiuso per effetto della legge Basaglia.

Corrispondenze immaginarie si sviluppa per tutta la durata dell’anno volterrano: 365 lettere, idealmente una al giorno, trascritte a mano dall’artista e dai cittadini di Volterra nel corso di scrittoi pubblici – sessioni di scrittura pubblica collettiva in programma dal 9 all’11 giugno – saranno spedite in tutta Italia a quanti sceglieranno di accogliere l’invito alla partecipazione diventando così i nuovi destinatari di quei messaggi mai inviati, per ristabilire idealmente un dialogo interrotto dalla censura dettata dalla legge sanitaria in vigore a Volterra fino al 1974.

In questo modo i pensieri, le fantasie, i sogni, le confidenze che i pazienti psichici affidavano alle loro lettere, che furono invece archiviate dai medici come documenti clinici, potranno trovare ascolto e forse, a distanza di decenni, ottenere una risposta.

I documenti che sono all’origine del progetto provengono dal volume Corrispondenza Negata. Epistolario della nave dei folli (Del Cerro 2008, prima edizione Pacini 1981), che riunisce una selezione delle migliaia di lettere scritte da persone internate nel manicomio nel periodo compreso tra il 1889 e il 1974.

Ciascuna lettera sarà trascritta a mano, contrassegnata da un numero progressivo e affiancata da un testo esplicativo del progetto. Il tempo lento della scrittura a mano e la sua capacità di declinare l’identità di chi scrive, conferisce a ciascuna lettera un carattere unico.

«Il Ci, iniziali di Corrispondenze immaginarie – spiega Mariangela Capossela – è una particella pronominale che concorre alla declinazione del pronome personale noi.

Ciascuna lettera si può considerare allo stesso modo come “una particella che prende senso solo attivando un noi”, trovando in chi la riceve una risposta, destinata a comporre una nuova unità, una “comunità immaginaria”, quanto effettiva, generata da una condizione di reciprocità capace di riannodare i pensieri, le paure, i desideri e le ossessioni di molteplici voci che si muovono tra passato e presente, attraverso la pratica lenta della scrittura manuale e la doppia dimensione propria alla lettera che circola tra lo spazio domestico e lo spazio pubblico».

Il progetto d’arte pubblica partecipata prevede, inoltre, la partecipazione dei cittadini di tutta Italia alla corrispondenza: inviando il proprio indirizzo postale (attraverso messaggio whatsapp o sms al numero 371.5307708) si potrà ricevere una delle lettere, numerata e scritta a mano, a cui si è invitati a rispondere entro il 31 dicembre, così da ricucire idealmente quella corrispondenza interrotta.

Il progetto di Mariangela Capossela è a cura di Francesca Comisso e Luisa Perlo (a.titolo), in collaborazione con l’associazione Inclusione, graffio e parola onlus.

Mariangela Capossela

Artista attenta alla fruibilità dell’arte, al suo potere relazionale e ad una sua diffusione in contesti non circoscritti ai luoghi espositivi dell’arte, Mariangela Capossela si è formata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Alberto Garutti, e ha parallelamente condotto studi di Letterature Straniere a Bologna, Pisa e Lione, dove vive dal 2004.

Predilige lo spazio pubblico per la creazione e la realizzazione di progetti che spesso avvengono con la collaborazione dei cittadini, così come degli amministratori pubblici locali. Ha iniziato a realizzare opere d’arte pubblica partecipata nell’ambito dello Sponzfest, manifestazione culturale festiva in Alta Irpinia, nei luoghi decentrati delle proprie origini.

Il primo progetto realizzato nel 2013, L’esposizione del lenzuolo, ha dato vita alla sezione del festival intitolata Sponzarti.

Il suo progetto più recente, Trenodia, ideato e condotto insieme al fratello Vinicio Capossela, è stato realizzato per Matera Capitale della Cultura 2019 e Sponzfest.

Nel lungo periodo di confinamento per Covid19 ha creato un progetto webradio per la comunità italiana all’estero: Radio Fuori campo.

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