Il cimitero dei “matti”

Sanfinocchi: il cimitero del manicomio di Volterra

Memoria sul vecchio ed il nuovo cimitero di San Girolamo

I degenti, spesso persone sole o abbandonate dalle famiglie, trovavano la fine dei loro giorni nella struttura manicomiale. Nacque l’esigenza di sepellire le salme dei degenti utilizzando, in prima istanza,  i cimiteri  della città e successivamente averne uno ad uso esclusivo conosciuto come “Il cimitero dei matti di Sanfinocchi”.

Le prime notizie in merito al cimitero manicomiale risalgono al 1865 e la vecchia struttura doveva trovarsi dietro l’attuale chiesa di San Girolamo, dove al momento si trova il parcheggio spingendosi fino all’attuale boschetto posto a tergo del fabbricato denominato Scabia e sul fianco di quello denominato Zacchia.

Nel secondo decennio del 1900 si comincia a parlare della realizzazione di un nuovo cimitero per la parrocchia di S. Girolamo in località S. Uffizio, su terreni che vengono ritenuti  idonei per l’espletamento delle attività inumatorie.

Ma fu solo agli inizi degli anni ’40 che il Comune di Volterra si rivolse all’Ospedale Psichiatrico lamentando l’insufficienza della disponibilità di sepolture nel cimitero urbano dato dall’incremento della popolazione manicomiale e di conseguenza del relativo incremento dei decessi.

Venne acquistato dal Comune un terreno a pochi chilometri di distanza dall’area manicomiale in prossimità della Necropoli di Ulimeto, vicino al podere Sanfinocchi, cognome della famiglia proprietaria, dal quale prende il nome.

Il Manicomio prese così in gestione l’area iniziando le inumazioni dei degenti a partire dal 1943.

Nel corso degli anni vennero effettuate alcune opere murarie tra cui il muro di cinta, la separazione tra il campo superiore e quello inferiore (mai utilizzato) e la costruzione della cappella nella quale vi era l’ossario e veniva utilizzata come ricovero delle attrezzature utilizzate per le inumazioni.

Il cimitero era regolato da esumazione decennale.

Dal 1977 in poi il cimitero non  è stato più utilizzato lasciandolo al completo abbandono.

Oggi il cimitero di Sanfinocchi è chiuso al pubblico e visitabile in rare occasioni; nel 2016, come si legge nella targhetta metallica posta all’ingresso, grazie ad un intervento del Comune e della Contrada di Porta a Selci è stata eseguita una bonifica dell’area riportando così alla luce le numerose lapidi abbandonate.

 

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