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Le drammatiche fasi della rivolta a Volterra

All’alba 100 ragazzi si precipitarono come forsennati su un sorvegliante – Le ragioni della sommossa: la mancata proiezione di un film – Tornata la calma

Le drammatiche fasi della rivolta a Volterra

Data di pubblicazione:

24 Novembre 1950

Titolo:

Le drammatiche fasi della rivolta a Volterra

Autore:

l.s.

Testata giornalistica:

NUOVA STAMPA SERA

TAG:

Volterra, venerdì sera.

Il grande edificio ove ha sede l’Istituto rieducativo minorenni di Volterra, che fu teatro ieri della ribellione dei corrigendi, è tuttora presidiato da notevoli forze ai polizia e carabinieri.

La calma peraltro è tornata in tutti i settori del riformatorio ed i corrigendi hanno ripreso le loro normali attività. I cinque ragazzi che capeggiarono la rivolta sono stati ieri sera sottoposti ad interrogatorio; ma la polizia non ha ancora comunicato nulla di preciso sulle risultanze dell’inchiesta mantenendo un assoluto riserbo anche sui nomi dei « capi ».

Si é appreso che oltre ai quattro agenti di custodia leggermente feriti, anche quattro ragazzi hanno riportato delle contusioni durante la violenta colluttazione che pose fine all’ammutinamento.

Intanto, secondo quanto siamo riusciti a stabilire, sarebbe da confermarsi che il motivo della sommossa è da ricercarsi nella mancata proiezione di un film.

Un’altra ragione può essere forse rappresentata dallo spirito esaltato di molti ragazzi causato dai giornali a fumetti.

Le camerate dei più anziani erano da alcuni giorni in agitazione a causa della mancata proiezione del film.

Ieri mattina, alle 7, il fermento prendeva più ampie proporzioni e degenerava in violenti tafferugli.

Dopo aver provveduto alla pulizia personale, un centinaio di corrigendi guidati dai più facinorosi si rifiutavano di ritornare nelle camerate e armati di bastoni aggredivano un sorvegliante colpendolo alla testa e facendolo stramazzare svenuto al suolo.

Per far fronte agli altri custodi accorsi a dare man forte al collega, gli ammutinati innalzavano poi grosse barricate con letti e con tutto il materiale che capitava loro sotto mano, lanciando contro il personale oggetti d’ogni genere.

Telefonicamente chiamati, giunsero sul posto agenti di P. E., carabinieri e agenti carcerari, che provvedevano al piantonamento di tutte le uscite e a stendere un cordone di sicurezza intorno all’istituto.

Poiché ogni tentativo di riportare la calma fra i rivoltosi riusciva vano, la forza pubblica si portava nei locali assediati per togliere le barricate.

Gli agenti superavano l’accanita resistenza dei corrigendi e dopo una violenta colluttazione riuscivano a ridurre all’impotenza i più furiosi, quattro dei quali riportavano ferite fortunatamente di non grave entità, e insieme a quattro agenti, anche essi contusi, dovevano essere trasportati alla infermeria.

Ingenti danni si lamentano al materiale che era in dotazione delle camerate ove è avvenuta la sommossa.

Nel Riformatorio di Volterra, che è attiguo al manicomio e che leva le sue mura a breve distanza dal tristemente famoso penitenziario del Mastio, si trovano attualmente rinchiusi quattrocento ragazzi, la maggioranza dei quali però non ha preso parte alcuna alla rivolta che ha avuto fasi veramente drammatiche.

l. s.

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