L’assassino di Santato fu denunciato da una donna

27 . 11 . 1962

assassino di Santato

assassino di Santato

(Dal nostro corrispondente)

Milano, 26 novembre.

L’inchiesta per il delitto di Roserio è ormai affidata al giudice istruttore, dottor Scarpinato.

Il segreto istruttorio non permette ancora di conoscere con precisione gli indizi e le prove raccolti, ma per quanto riguarda Francesco Cacciamali esistono già due gravissimi elementi che hanno giustificato il suo ingresso a San Vittore sotto l’accusa di omicidio volontario.

La perquisizione in casa del padre del Cacciamali, in via Sempione 122 a Pero, ha portato al ritrovamento degli abiti che il giovane indossava giovedì pomeriggio, giorno del delitto: essi sono macchiati di sangue.

La perizia ematologica accerterà se si tratta del sangue di Arturo Manlio Santato.

È risultato poi infondato l’alibi presentato dal Cacciamali.

Mentre Egidio Santato trascorre tranquillamente le sue ore in carcere, il presunto assassino deve essere guardato a vista per impedirgli atti inconsulti.

Nelle frequenti crisi isteriche, egli invoca il nome di una donna, « Dorina ».

Il padre di Francesco Cacciamali, da quando il figlio era ritornato a casa dal manicomio di Volterra, era solito lesinargli i soldi: ogni giorno gli dava poche centinaia di lire che il giovane spendeva nelle osterie.

Ma quella piccola somma era insufficiente alle necessità di Francesco.

Egli avrebbe voluto andare a Mantova a trovare Dorina e portarle qualche regalo, ma non ne aveva i mezzi.

Il Cacciamali allora si rivolse ad Arturo Manlio Santato e questi gli suggerì la maniera turpe per entrare in possesso dei soldi necessari.

Il pittore-girovago avrebbe promesso al Cacciamali che se lui si fosse dimostrato compiacente, egli gli avrebbe dato la somma di cui aveva bisogno.

Francesco Cacciamali, che desiderava rivedere la donna, accettò la proposta.

Il pittore-girovago e il Cacciamali si incontrarono giovedì nella casupola di via Gallaratese.

Arturo Santato, però, avrebbe poi negato la somma promessa, scatenando così la follia del Cacciamali.

Dopo il delitto, il giovane è andato a Mantova a trovare la donna, e Dorina, che dai giornali aveva saputo tutto, lo avrebbe denunciato ai carabinieri.

G.M.

LA STAMPA – Martedì 27 Novembre 1962


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